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I se e i ma

2 Aprile 2013 alle 18:00

Dunque, riassumendo. Abbiamo un governo dimissionario, con un ministro che se n'è andato (tanto era inutile) e il presidente che voleva fare il presidente del Senato e gli hanno detto 'no, tu no'. Allora lui ha replicato che non vede l'ora di andarsene. Poi dieci saggi, che non si sa bene cosa dovrebbero fare, a parte i saggi. Poi un partito che dice sempre 'no' anche se gli offrono un caffè; un altro che si è quasi squagliato con un segretario mediocre che l'ha fatto sbattere contro un muro, non di gomma. Poi un altro partito capeggiato da un quasi ottantenne che vuole votare perché ha capito che forse vincerà. Poi un Presidente della Repubblica in scadenza, che non sa più che pesci prendere. Poi un Parlamento di cani sciolti che non sanno dove andare a pescare il sostituto del Presidente scadente. Ora: d'accordo, la storia non si fa coi 'se' e coi 'ma', ma non era meglio se Napolitano ci faceva votare un anno e mezzo fa? E non è forse lui, a conti fatti, il responsabile primo di questo casino totale?

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