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Prospettive sulla chiesa

31 Marzo 2013 alle 13:00

Quando si discute del (colossale) ridimensionamento petrino. Si caldeggia per la sede Laterano/Vaticano, Papa no/vescovo sì, non so se si ha presente che stiamo assistendo non tanto alla palingenesi di un modello di chiesa corrotto, a favore del ritorno a modelli di purezza di cristianesimo primitivo. Quanto all’affermarsi di una “corrente” già attiva nel Vaticano II. Allora la corrente del ridimensionamento papale (giuridico ma anche dottrinario), della collegialità dei vescovi, del ruolo dei laici (anche teologico), benché largamente minoritaria, si battè fortemente. E prevalse. Con gli esiti noti. Il modello apostolico evangelico (se è a quello che ci si vuole richiamare) è completamente diverso. Gli apostoli non lottarono per un riconoscimento di ruolo. Nulla pretesero. A niente ambirono. Cristo scelse le loro nullità. Li mandò per il mondo carichi di niente. Sgomenti della missione loro affidata. Lo stesso Pietro tentò la “diserzione” dal suo compito. La storia non si cancella. Spostare indietro le lancette dell’orologio serve a poco. Occorre trovare esiti consoni ai tempi nella continuità, senza gettare al macero secoli di pensiero, magistero, tradizione.

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