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Errore di fondo

28 Marzo 2013 alle 19:00

Sembra davvero che non vi sia nessun prezzo che la sinistra considera troppo alto per perseguire l’obiettivo prioritario di mettere fuori gioco Berlusconi. Per i politici sinistra e gli acuti analisti e intellettuali di Repubblica e del Palasharp, l’umiliazione che il Pd sta subendo da parte dei grillini e i rischi enormi a cui si sta ESPONENDO il paese, rifiutando un accordo col Pdl, sono conseguenze accettabili, se l’alternativa è aprirsi ad un dialogo col nemico Berlusconi. Ma a rendere assurda questa “strategia” antiberlusconiana è anche il fatto che essa sembra basarsi su un assunto di fondo sbagliato. Quest’area politica continua a pensare che senza Berlusconi si creerebbero finalmente le condizioni per un’affermazione della sinistra nel paese. Io penso invece che abbiano del tutto ragione coloro che, anche a sinistra, hanno cercato di far capire come questo esito non sarebbe affatto scontato. Vi è una parte importante di elettori di centro e di destra che si astengono o comunque non votano Pdl perché a loro volta non sopportano Berlusconi: scomparso lui e sostituito magari con una figura percepita come moderata quel bacino elettorale tornerebbe facilmente orientarsi a destra. Se la sinistra pensa poi che gli elettori che hanno continuato a votare Berlusconi sino ad oggi smetterebbero di votare per il Pdl una volta che egli fosse eliminato dalle manovre, alchimie, iniziative legislative che vorrebbe attuare il Pd, conferma di continuare a non capire proprio nulla di quella parte di società italiana che sostiene il Cav. Ma forse sto cercando erroneamente di trovare comunque una logica, pe quanto sbagliata, nei comportamenti di questa sinistra. Forse ormai l’antiberlusconismo è un sentimento cosi violento, una posizione ideologica cosi integralista da ottundere semplicemente la capacità di ragionare sulla realtà.

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