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Come governare l'Italia

14 Marzo 2013 alle 15:45

L'ingovernabilità dell'Italia è atavica e comprovata. Nonostante il porcellum che assegna “premi di maggioranza” contro ogni logica di rappresentatività (un PD con il 31% di voti ha 340 seggi; un PDL con 30% di voti ha 124 seggi !!!). Forse è tempo di “rivedere” il meccanismo. Se invece di 900 rappresentanti ci fossero solo 115 “illuminati” (secondo i vaticanisti divisi e intriganti ma alla fin fine risolutori) è probabile che oggi avremmo già il Governante e poi i responsabili dei vari Dicasteri. Risparmio di tempo, risorse, inciuci pre e post elettorali, accanimenti, divisioni sociali. Dalla chiacchera al fare. La già voluta e sperimentata “sospensione” dei tecnocrati non più pro-tempore ma permanente. Un Conclave applicato al governo di Cesare. Gerarchie che calano dall'alto e non dal basso (che finora ha dimostrato di fare solo scelte “viscerali” e infuocate). È il meccanismo che nella Chiesa funziona da 2000 anni con benefici effetti materiali (caritas),sociali (poco cainismo)e individuali. L'empirismo (dall'analisi dei fatti alle idee) mise in dubbio i “dogmi' della fede ma alimentò la scienza e la tecnica. Invito i democratici “adulti” ad applicare anche alla politica il metodo empirico: la democrazia è un bel desiderio, una teoria ben pensata che peró si è fatta “dogma” e tabù. La “democrazia” fattuale è, invece, quella che è sotto gli occhi di tutti e va cambiata se si vuole un efficace "governo delle cose umane". (“La vita è officina di gerarchie. Solo la morte è democratica” - Gomez Davila).

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