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Questione di coltello

13 Marzo 2013 alle 14:15

La partita a scacchi iniziata vent’anni fa sembra volgere al termine. Sono pessimista, e credo a ragione. L’ipotesi di un ulteriore condanna o peggio l’arresto per il Cav., non è lontana e nemmeno improbabile. Come adombra Marcenaro, nell’Andrea’s Version, la Russia potrebbe essere il rifugio di Berlusconi. Mi chiedo quali mosse faranno i maggiorenti del PDL. Trattare una resa? Fornire fiducia a Bersani, senza ministeri, presidenza del consiglio e delle camere, niente Quirinale, in cambio di un salvacondotto? Combattere ad oltranza, magari con Berlusconi a Mosca. Uscire dal Senato ad ogni piè sospinto, in altre parole ritirarsi sull’Aventino e da quel ridotto continuare la battaglia? La questione è complicata, anche perché il quadro economico è disastroso e con l’aumento dell’IVA a Luglio e se non erro la fine dei fondi per la cassa integrazione a settembre, l’Italia si trasferirà in piazza. Senza considerare che una rivolta fiscale potrebbe essere dietro l’angolo. Sono pessimista, perché è una situazione da pre-guerra civile e nessuno sembra avere il coltello per il manico. C’è da sperare, ma occorrono personalità politiche d’alto profilo, che al momento latitano, in colpo di reni della politica che guardi avanti e non indietro.

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