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Nei panni di Grillo

13 Marzo 2013 alle 21:00

Ovvio che il M5S non raggiungerà mai il 51%. Non solo ma Grillo, in testa, neppure se lo augura veramente. Sa che farebbe la fine del neo patentato messo alla guida di una Formula 1 e costretto a disputare il Gran Premio di Montecarlo. Per cui, o ritiene che gli convenga continuare a fare il free lance a vita, oppure al di là delle poesie, dei vaffa e delle idee, sceglie di “costituzionalizzarsi”, anche per dare un senso apparente, sia pur temporaneo, a tutta la faticaccia che ha fatto, attraverso un accordo col Pd che gli fa le moine. In questa fase ha un margine di manovra e il telecomando ancora in mano, che forse, gli consentiranno di salvare la faccia pura e feroce del movimento anti casta. Magari col retro pensiero di fare la sanguisuga. Siamo, inutile far finta di scandalizzarsi, nell’ambito delle consuete convenienze e necessità della politica. Quello che suscita invece perplessità e tristezza è la tenacia suicida che spinge Bersani a corrergli dietro e a rifiutare qualsiasi alternativa. Capisco che raccontare ai nipotini che lui è stato Presidente del Consiglio, abbia il suo fascino orgoglioso. Avrà poi voce, per dire loro come sia finita? Quello che appare certo è che al Pd partito, Grillo porterà vento e tempesta.

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