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Il Pd, è arrivato alla rinuncia della sua identità

7 Marzo 2013 alle 15:00

L’assurdità concettuale della proposta degli otto punti del Pd, che li riduce a slogan propagandistici, sta nel fatto che li mette sul piatto per ottenere un accordo con Grillo. Il quale, in un impeto di cupio dissolvi politico le dovrebbe accettare sapendo bene che la loro, sia pur ipotetica realizzazione, sarebbe una legittimazione e un rafforzamento dell’attuale sistema. Quello che Grillo combatte accanitamente da anni. O meglio, Grillo che ha sempre sostenuto che le responsabilità delle immonde vergogne del sistema sono di tutti i partiti, nessuno escluso, oggi dovrebbe farsi complice di uno dei componenti della banda del buco. Chissà perché? “Perché - dice il Pd - noi siamo i più belli del reame”. Già, hanno passato nove ore a dirselo addosso nella riunione della Direzione. Talmente fasulla e autoreferenziale che Antonio Padellaro, rivolto a Paola De Micheli sbotta:”Ma almeno una volta un po’ d’autocritica seria la volete fare?”

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