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Renzi zelig suo malgrado

2 Marzo 2013 alle 12:00

Dopo molti anni in cui la politica si è consumata fondamentalmente su di un unico tema: Berluscono si, Berlusconi no, dimenticando gran parte ditutto il resto, con un pensiero di fondo che potrebbe essere riassunto in ....finchè la barca va.. e se non è andata ....ma che colpa bbiamo noi?... salvo poi interpretare i risultati delle elezioni a qualsiasi livello come spartizione del bottino,oggi sono arrivati i nuovi barbari. Spero vivamente che almeno per un po' restino tali, ne abbiamo visti fin troppi che appena hanno potuto si sono tolti lo scomodo elmo e si sono seduto sul triclinio. Se riusciranno a durare appena un po', non so a che prezzo per il paese, scopriremo che forze politiche che a detta loro non possono nemmeno lontanamente trovare un accordo minimo hanno così poco di diverso tra loro da poterle facilissimamente confondere. La riprova l'abbiamo già: Renzi è del PD ma piace al PDL, ma chi sia davvero nessun lo sa,che gli stereotipi di sinistra e destra fossero superati ma qui non si sa più neanche dove il sud o il nord. Più che di un politico avremmo bisogno di un cartografo per decifrare il momento.

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