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Il grillismo si è insediato nelle teste dei suoi oppositori. A loro insaputa

21 Febbraio 2013 alle 10:15

La querelle Zingales/Giannino inquieta più per quello che non dice che per quello che dice. Quello che dice lo abbiamo letto su tutti i giornali. Quello che non dice, è che è venuto meno il discrimine tra una stronzata ed una cosa seria. Il che non è propriamente una stronzata, ma una cosa molto, molto seria. Infatti, delle due l’una: o non esistono più stronzate, o non esistono più cose serie. E se un accademico, suo malgrado (Zingales ha commentato il tutto con un “mi dispiace”) è stato indotto a tanto, tutto fa immaginare che nel vuoto pneumatico di riferimenti oggettivi e sostanziali cui si dovrebbe informare ogni criterio di giudizio (e di scelta), anche se Grillo non dovesse sfondare, il grillismo si è già insediato nelle teste dei suoi presunti oppositori. A loro insaputa, direbbe quel genio di Scajola.

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