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Giannino e la prima pietra

21 Febbraio 2013 alle 16:15

In definitiva di cosa si può accusare Giannino? Credo soltanto di avere praticato il valore dominante del nostro mondo, l’unico valore che esso ha e che consente a tutti di praticare con solerte devozione, con eccessiva stravaganza ed estroversa mancanza di sobrietà, soprattutto nelle cravatte. In fondo l’unico punto di riferimento che abbiamo nell’orientare il nostro agire è quello di esserci, di poter dire di avere partecipato, di essere stati dei protagonisti di qualcosa. Si tratta di essenzialmente di un amore di sé egotico e narcisista che non sa altro del mondo, perché nel mondo non riesce a trovare nulla se non questa vampa di essere presente a fronte di un nulla che terrorizza perché incomprensibile. In questo senso Giannino ha partecipato a tutto, allo Zecchino d’oro, alla rivoluzione liberale, ha fermato il declino, è stato a Chicago, in televisione, sui giornali. Di cosa lo si può accusare insomma se non di quello e di una certa ingenuità, quella però che è comune a tutti noi, ossia nel volere essere applauditi senza applaudire mai nessuno. Non sa che quelli che guardano fingono di applaudire, non aspettano altro che tu cada dal palco per salirci al tuo posto.

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