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"La politica propriamente detta": chi l'ha vista?

19 Febbraio 2013 alle 18:15

Luigi Zingales lascia “FARE” perché Oscar Giannino, pur avendo chiarito sul sito ufficiale che il Master in Inglese (sic!) alla Chicago Booth è stato il frutto di equivoco, non avrebbe dimostrato “onestà, trasparenza ed accountability” nella gestione di tale errata informazione? Si possono avere tante riserve su Giannino e su Fare, a cominciare dall’utilità del voto (che palle! Ma tant’è); ma adesso mi pare si stia perdendo il senso delle proporzioni! E viene per forza in mente il magnifico Ostellino che qualche tempo fa scrisse che avrebbe voluto “un giornale per spiegare i danni del partito pubblico dell’onesta”. Nell’occasione, ripescò la grandiosa invettiva che Benedetto Croce, una volta per tutte, rivolse a “tutti gli imbecilli il cui ideale è quello di una sorta di areopago composto di onest’uomini ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del proprio paese (…) che avrebbero tutti per fondamentali requisiti la bontà delle intenzioni e la conoscenza in qualche ramo dell’attività umana che non sia peraltro la politica propriamente detta”. Già: ma c’è ancora in giro qualcuno cui stai a cuore “la politica propriamente detta”?

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