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La logica del Cav.

19 Febbraio 2013 alle 19:15

Mi piace questo Elefantino che sostiene Il Cav. e lo voterà in nome dell’amicizia. Mi spiace un po’ che lo stesso Elefantino, da quello che scrive, sembri però ritenere che in questo caso le ragioni del cuore non coincideranno con quelle della razionalità e del buon senso, rammaricandosi che Berlusconi non gli abbia tenuto da conto Monti e ne abbia invece fatto oggetto di attacchi durissimi dopo averlo sostenuto. Ma per me c’è qualcosa di molto lucido e razionale nella scelta fatta da Berlusconi. Il messaggio costruttivo il Cav. lo aveva dato, affermando esplicitamente che era pronto a farsi da parte se un suo ruolo politico attivo diventa ostacolo al crearsi di una colazione di moderarti guidata da Monti. A questo messaggio sono seguiti il rifiuto sprezzante di Casini e il silenzio di tomba di Monti. E a questo punto il Cav. ha preso atto che nulla era cambiato da quando è sceso in campo. Berlusconi e il partito da lui fondato non mai stati considerati un interlocutori degni, accettabili, meritevoli di attenzione da parte non solo della classe politica ma più in generale della classe dirigente “seria” del nostro paese. Berlusconi e il suo partito si sono imposti come interlocutori da cui non si poteva prescindere sempre e solo in un modo: con la grande forza che hanno dato loro i cittadini. La ridiscesa del Cav. in campo non era solo l’unica strada possibile, ma anche la premessa necessaria, se otterrà sufficienti voti, per crearla in futuro questa eventuale alleanza con Monti.

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