cerca

Prove anticipate per l’accesso all’università

18 Febbraio 2013 alle 18:15

Questa idiozia della selezione preventiva, peraltro con metodi risultati impropri e ridicoli alla prova dei fatti, quando non abbiano presentato zone d’ombra sospette, va avanti da anni senza che nessuno protesti, ne’ quelli della pantera, ne’ quelli del giaguaro. E perché mai un numero chiuso ? Dové finito il diritto allo studio ? Si obietta che è necessario filtrare gli accessi per favorire e orientare la formazione verso quei comparti che più richiedono laureati e limitare l’afflusso verso altri settori che si prospettano molto affollati di nuovi professionisti della disoccupazione. Ma il filtro adottato appare quanto meno costoso e improbabile . Che abbiano invece tutti la possibilità di iscriversi, paghino il contributo e la selezione la farà il merito successivo, che deve funzionare fin dai primi esami, riordinando possibilmente la materia dei piani di studio, attualmente organizzati in maniera anarchica e scriteriata. Proprio la rimozione di ogni stupido ostacolo all’iscrizione realizza il diritto allo studio di chi davvero vuole studiare e che certo non sarà significativamente condizionato dal superaffollamento dei primi corsi. Ben altre occupazioni dello spazio, dei programmi e del tempo universitario rallentano quanti hanno una sincera vocazione e non sarà certo l’ ambizione smodata di qualche perdigiorno a condizionare le lezioni universitarie. I disturbatori vanno ridimensionati e reindirizzati con la sola logica del merito.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi