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Situazione non più sostenibile

15 Febbraio 2013 alle 10:30

Per quanto tempo ancora dovremo sopportare che una casta di autoproclamatasi di giustizieri illuminati condizioni drammaticamente il destino dell’Italia? Per quanto tempo ancora questo strapotere della magistratura che nessuno riesce, e nemmeno ci prova, a controllare e a controbilanciare, avrà la facoltà di sconvolgere le sorti del nostro paese? I cosiddetti “campioni nazionali”, tutelati e custoditi come tesori in tutto il mondo, da noi rischiano di essere spazzati dal mercato; un sistema di sanità pubblica, preso ad esempio anche fuori dai confini nazionali, massacrato, quando in altre regioni si dilapida e si muore impunemente; le istituzioni preposte alla sicurezza di tutti noi colpite come se si trattasse di piccole bande di spacciatori. La tragedia è che si ha la sensazione che i pubblici accusatori si muovano, più che per perseguire dei reati concreti, per colpire e superare un modello di società che non ritengono condivisibile secondo i loro schemi ideologici: basati su concetti come pauperismo, egualitarismo , anticapitalismo, pregiudizio per chi emerge e merita. E manca il senso della misura e della cautela indispensabile nell’esercitare un potere tanto delicato capace di decidere della vita o della morte di tante persone e, infine, di un’intera nazione.

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