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Andando al sodo

14 Febbraio 2013 alle 17:30

Papa Benedetto XVI non ha terminato l’enciclica sulla fede che stava elaborando. Ma non ha lasciato nel cassetto il suo messaggio politico. L’ha fatto dimostrandosi in ottima forma, di buon umore, sereno. In barba a tutti quelli che sproloquiavano in merito. “Deturpare” è termine pesante, diretto, non ambiguo. Auguriamoci che il successore stia lontano dalla tentazione di “deturpare” anche i valori non negoziabili. C’è una moltitudine che invece se lo auspica. Come una rivincita laica nei confronti di secoli di dottrina. Lo sconcio non è tanto che uno Stato possa introdurre nella sua legislazione il matrimonio tra persone dello stesso sesso e che questi possano anche adottare figli, che l’eutanasia sia considerata una pratica medica normale, ma il fatto che si pretenda che la Chiesa taccia in proposito, che non “rompa”, che non ribadisca i suoi principi. La secolarizzazione, che poggia le sue basi sul relativismo a senso unico, ritiene che i “principi”, giusti, ammissibili, da condividere siano solo quelli della laicità e delle ideologie. O meglio, viene detto relativismo la logora copertina culturale sotto cui rifugiarsi per giustificare e legittimare (sic!) i propri comodi.

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