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L'incidente di Crozza

13 Febbraio 2013 alle 21:00

L’incidente occorso a Crozza nella sua esibizione al festival di Sanremo ripropone un problema di fondo che ormai anima da tempo le nostre serate televisive. Il quesito che bisogna porsi è cosa si intenda per satira e se questo modo di fare satira da parte dei nostri comici sia quello più aderente. Da sempre la satira è stata una forma di critica sferzante al potere , di umorismo verso i suoi (mal)costumi e le sue nefandezze, senza distinzione di sorta ( “Castigat ridendo mores” ). Ma proprio per questo chi pratica questo genere non deve scegliere politicamente , cioè selezionare sistematicamente il partito su cui indirizzare i suoi strali. In caso contrario la satira perde di credibilità. Crozza a Sanremo è stato vittima proprio di questa faziosità di fondo , scegliendo come bersaglio privilegiato il Cavaliere. E’ vero che poi ha cercato di allargare l’orizzonte sugli altri leader politici, ma questo lo ha fatto da democristiano maldestro, cercando di realizzare una forma di par condicio davvero improbabile.

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