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Le vocazioni pericolose

8 Febbraio 2013 alle 09:30

Se Bertinotti, per sua natura e cultura - vieppiù accompagnato dalla banda degli ultrasinistri, cuciti tra loro con un fragile e sfilacciato filo nell'Unione - aveva consolidata nel suo DNA la vocazione di sapersi giocare più e meglio la carta della opposizione che non quella del Governo, Vendola, al suo esatto contrario - vieppiù accompagnato da una banda di sconosciuti che invece agognano agli incarichi - ha nel suo DNA fortissima e consolidata la vocazione di saper trattare alla grande "la carta del potere", seppur ammorbidita dalla eloquenza ideologica del suo standardizzato mostrarsi antigovernativo. Quindi è assolutamente possibile vedere all’opera un governo Bersani, Monti, Vendola (con Casini e Fini sullo sfondo e meno influenti del buon Niky), un governo che aggrappato al dominio, non mollerà l'osso con facilità, come oggi si intuisce e si paventa. Solo quando l’osso sarà stato spolpato per bene e bisognerà passare a ben altre manovre, cioè spezzare le reni di ciò che rimane in piedi, solo allora, c'è la speranza che un qualche litigio rimetta in gioco gli esclusi. Sempre Grillo permettendo.

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