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Girlfriend in a coma

8 Febbraio 2013 alle 13:20

Gentile signora Melandri, sono costernato per la sua censura al documentario “Girlfriend in a coma” e ancora di più per le motivazioni che l’accompagnano: e cioè “non si può perché siamo in campagna elettorale”. Come Lei, ho potuto vedere solo il trailer del documentario, mi sembra che racconti in modo pacato, intelligente ed elegante del degrado dell’Italia degli ultimi decenni, e allora ci spiega cosa centra la campagna elettorale con un’opera d’arte che racconta la stupidità e il degrado di un Paese? Le opere d’arte devono esser mute e raccontare solo fiori, piante e magari qualche mandarino? E quelli che non vanno a votare? Perché devono aspettare i vostri comodi per poter vedere un’opera?

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