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Lo spread e le promesse elettorali

6 Febbraio 2013 alle 09:30

Sinceramente gli analisti dell'andamento della borsa spesso mi lasciano perplesso. Cercano di discettare sui motivi di eventuali tonfi e si aggrappano a tutto. Così assistiamo al collegamento del crollo della borsa in Italia alla promessa del Cavaliere di restituire l'Imu e di annunciare il condono tombale e poi aggiungono la vicenda MPS in sottofondo, anche se risale a 10 giorni prima. Per quanto mi rigaurda penso che la possibile restituzione dell'Imu, 200 euro di media, non risolva il problema italiano della crisi. Ci vuole ben altro, ma è chiaro che in campagna elettorale ognuno cerca di accaparrarsi i voti. Quello che è strano riguarda gli annunci, da destra, da sinistra e dal centro, che adesso si potranno abbassare le tasse, eliminarle addirittura, ma poi arriva il balzo in alto dello spread e tutto crolla. Allora evidentemente c'è qualcosa che non va nell'economia italiana e bisogna provvedervi, magari abolendo la burocrazia, magari, ridudendo di due terzi i privilegi dei nostri poltici, oltre all'eliminazione degli sprechi, milatdi e miliardi, e così via. Invece assistiamo al succesdersi dei vari governi con tutto che rimane come prima o quasi. Poi arrivano le promesse di diminuire l'Irpef per le retribuzioni e le pensioni medio basse, senza indicare i limiti. E, come consololazione, ci viene annunciato che l'economia del lusso va a gonfie vele, accreditando la tesi che, in tempi di crisi, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Io non so quali siano le ricette ma i nostri economisti che vanno per la maggiore dovrebbero almeno indicarci qualche ricetta, a prescidere dalle posizioni dei partiti e dalle propagande elettorali.

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