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Il due di coppe

5 Febbraio 2013 alle 18:15

E’ la prima volta, dopo decenni, che mi sento estraneo alla campagna elettorale. Mi sento come in una campana di vetro, le notizie giungono attutite senza pathos. Ingroia, l’ennesima anomalia italiana, che solo qualche mese fa mi avrebbe fatto incazzare, oggi mi lascia indifferente. Uno dei tanti. Trovo irresistibili le formazioni che hanno poche probabilità di successo. Quelle che contano, allo stato, come il due di coppe con briscola a denari. C’è una sola deroga, ed è la visione, quando capita, di Gianfranco Fini e Casini. E’ irrazionale, lo so, contano pochissimo, ma non me ne importa nulla. Tutti gli altri da Berlusconi a Vendola, passando per Monti, Maroni e Grillo sono in fondo dei bravi ragazzi. Sì e no metteranno in cantiere il due per cento di quello che promettono; ma questo è il loro gioco. I due citati nella mia psiche anomala (l’anomalia è prassi in Italia) pur contando come il due di coppe, non li digerisco.

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