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Magistrati in politica

1 Febbraio 2013 alle 09:30

A parte qualche timido difensore del pm internazionale, mi sembra che la gran massa sia in posizione critica. Ma tutti parlano di “ex pm”, cosa che fa pensare ad una uscita dalla super casta, ma io, disattento anche per ragioni anagrafiche, non me ne ero accorto. Avevo appreso di una richiesta di aspettativa al Csm, che l'avrebbe concessa, ma di dimissioni avevo sentito parlare solo per il procuratore antimafia Grasso (e non dal primo istante). Per me un magistrato non dovrebbe fare politica neppure dopo la fine della carriera, ma, in un Paese come questo, dove il vicepresidente del Csm chiede ai partiti (ai partiti!) di non candidare magistrati, si può accettare anche, chiudendo tutti e due gli occhi. L'equivoco forse deriva dal fatto che il pm internazionale accusa la Boccassini di fare politica, sebbene “ancora in magistratura”. Ma non è stato proprio lui, assiduo frequentatore dei media, a parare in tv un colpo con l'affermare che tutti i magistrati (inserendosi nella categoria che dovrebbe essergli vietata per legge, speriamo presto) fanno politica perché... servono la polis? Già, così dovrebbe essere! Anch'io ho servito la polis (quando l'età me lo permetteva), ma mai mi sarei sognato di fare politica, benché il mio lavoro fosse più vile (molto più vile) e potendolo fare senza problemi di coscienza, perché non ero un magistrato, cioè membro di un “ordine” dello Stato. L'estate scorsa un signor magistrato, Vigna, affermò: “magistrati mai in politica”, né Falcone e Borsellino, ai quali modestamente il pm internazionale si è richiamato, hanno mai fatto politica, anzi.

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