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La lista “bene rifugio”

1 Febbraio 2013 alle 18:00

Da sostenitore di “Fare”, ho dato un piccolo contributo per la causa, mi riconosco nella critica che il direttore rivolge al movimento. La purezza degli intenti non ha permesso una sana ed inevitabile, soglia di compromesso. Il rischio è certamente quello di non raggiungere quota 4%, indispensabile per entrare in parlamento. Non sono un liberale purissimo come Oscar Giannino e i suoi, validissimi, compagni. Anch’io nutro perplessità nella purezza assoluta e penso che un sano compromesso, ripeto sano e non al ribasso, sia foriero di buone leggi e azioni governative. A me sfugge, ad esempio, il motivo per cui Fare e Crosetto non hanno trovato un accordo. Capisco che certe posizioni passate della componente di destra sociale in Fratelli d’Italia, possa essere freno ad una forma di unione, ma tant’è. Condivido in pieno invece il giudizio sul governo Monti, responsabile assieme al parlamento, di una poco incisiva riforma dello stato che inevitabilmente ha penalizzato famiglie e industrie attraverso una tassazione da rapina. Stato che in radice è da riformare totalmente e deve ritornare ad essere strumento fluido al servizio di tutti. Apparati partitici, burocrati e poteri dello stato (compresa la magistratura) devono tornare nell’alveo che gli compete e non essere pietra d’inciampo per uno sviluppo armonico della società.

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