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Nel paese dei balocchi

31 Gennaio 2013 alle 18:45

Dice che l'acquisto di Balotelli da parte del Milan fa fare un balzo in avanti, di uno o due punti, al partito dell' ex premier. Il balzo sulla sedia l'ho fatto io nel leggere questa idiozia. Sarò ingenua forse, ma pensare che esistano strane commistioni fra il gioco del calcio e la politica, più che farmi ridere mi fa sospettare di trovarmi a vivere nel paese dei balocchi di collodiana memoria. Quando circolano notizie di questa fatta, che io mi ostino a non credere possibili, non c'è da stare allegri. Anche se, concedendo spazio all'umorismo, si può capire che nel momento attuale, molto difficile se non drammatico, la risibilità di una notizia come questa può alleggerire la tensione innescata dalla virulenta campagna elettorale oltreché dalle inquietanti notizie che, tanto per cambiare, ci parlano di malaffare e di corruzione da parte di certi manager di banche varie. Sapere, tramite i soliti sondaggi di cui ancora non si è capito se vadano presi sul serio o meno, che gli italiani possano farsi influenzare, ai fini elettorali, dall'acquisto di un superdotato calciatore per la squadra che fa capo ad un politico che è al tempo stesso candidato e presidente di quella squadra, non serve a fare alzare il morale di chi prende sul serio la politica senza riuscire a considerarla un giochetto da nulla. Senza volersi ammantare di un moralismo di basso conio, ritengo che soprattutto quando si naviga in brutte acque, come oggi, gli italiani dovrebbero lasciar perdere le sciocchezze che indicano quanto meno superficialità, e fare appello, al contrario, ad un forte senso di responsabilità. Altrimenti siamo messi proprio male.

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