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Il grave problema della Chiesa

25 Gennaio 2013 alle 14:45

I cattolici più sinceri e candidi la difendono strenuamente dicendo che una parte malata della Chiesa non deve far dire che essa sia tutta malata, ma il mondo, cattolico e non, non può non chiedersi perché questo male della pedofilia, peraltro diffuso oltre misura da ogni parte, sia tanto radicato anche in un ambito che dovrebbe esserne esente del tutto, a meno di qualche sporadico caso di anomalia patologica. Sono tante le domande legittimate da una aberrazione così ripugnante che si annida nell'Istituzione ecclesiastica, e chissà da quanto tempo.Nel tempo attuale, in cui nessuno può dirsi sicuro di avere angoli di segretezza in cui nascondere atti inconfessabili, emergono nefandezze che si credeva non riferibili a chi ha sempre proclamato di avere come unico e indefettibile codice di comportamento la legge del Vangelo,ossia le parole del Cristo. Quelle che la Chiesa propone a guida di tutti gli uomini per formarne la coscienza morale in ogni loro atto verso gli altri e verso se stessi,ma che non pochi suoi esponenti sembrano rinnegare. Questo è lo scandalo. Ma nascondere e coprire non sono il rimedio né giusto né giustificabile. Pur tenendo conto della naturale fragilità dell'uomo,non tutte le giustificazioni sono plausibili. Devono esserci motivazioni profonde che inducono a colpe così gravi tanti uomini che si sono votati al servizio di Dio. E la Chiesa ha il dovere di cercarle, tali motivazioni, di farsi delle domande su se stessa, di lasciare il bozzolo delle sue indiscutibili certezze per trovare risposte vere e strumenti giusti. Lo ha capito in ritardo il card.Mahony, che ha parlato della propria colpa di sottovalutazione nascondendo. Deve capirlo finalmente tutta la gerarchia ecclesiastica. Dal nascondimento non deriva nessun beneficio per il corpo della Chiesa. Va colpito in radice il male. Ma a questo scopo è necessario un attento esame, senza infingimenti, delle cause del male esecrabile.

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