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Il Maestro Monti e la sua orchestra

24 Gennaio 2013 alle 09:00

Monti si è montato la testa. O forse l'ha persa. Da quando è "salito" in politica ogni sua nuova dichiarazione è una conferma. Dunque: il professore è arrivato quatto-quatto; è passato un attimo da Napolitano a chiedergli una poltrona da senatore a vita con relativo vitalizio; ai suoi ministri ha imposto serietà e sobrietà per poter sobriamente imporre rigore agli Italiani; questi -stranamente, per essere Italiani- hanno coscienziosamente accettato il suddetto rigore. Poi, ha portato in giro per il mondo la sua faccia seria a far dimenticare i cucù e le corna berlusconiane, a dire che l'Italia era rinsavita e a farsi dire bravo. Poi, però, capendo che più di tanto non era capace di fare, ha deciso di condividere le responsabilità con la politica militante: "Salgo in politica". E, dovendo salire, da bravo prof è salito al top, in cima all'Everest della politica italiana, in excelsis: nell'empireo celeste di cherubini e serafini del calibro di Casini e Fini... . Ora, assiso lassù, collegato con le varie tivù, suona un berlusconianissimo piffero per convincersi e convincerci che la sua è davvero stata un'ascesa e non una rovinosa discesa. Ex persona seria e concreta, lassù in alto il Maestro Monti suona sì un piffero, però accompagnato dalle cetre di quei due eccelsi suonatori professionisti, nonchè da un coro di voci imbiancate. Maestro Monti, intanto questa sua musica tre risultati li ha dati: 1) un bel po' di gente è passata ad ascoltare un suonatore di strada, un tal Bersani, con la sua "gloriosa e comunista" fisarmonica; 2) diversi fracassoni preferiscono star a sentire i petardi di Grillo e di Ingroia; 3) troppa gente ha cominciato addirittura a rimpiangere la chitarra di Apicella. Contento, Maestro?

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