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Garantismo e giustizialismo

24 Gennaio 2013 alle 16:15

Hanno vinto. Ha vinto un’idea di giustizia orrenda. Il giustizialismo ci accompagnerà per lungo tempo ed è una sconfitta per tutti. Purtroppo il garantismo di casa nostra è stato una bandiera all’ombra della quale un enorme sottobosco politico s’è ingrassato fuori da ogni decenza e idea nobile. La politica in decenni non è nemmeno riuscita ad abolire la carcerazione preventiva, che è un sintomo di inciviltà. In decenni non è riuscita a costruire qualche carcere permettendo e garantendo ai reclusi una vita dignitosa anche ai più crudeli fra loro. Populisti della peggior specie hanno risolto il problema con l’indulto, che spesso ha riportato alla libertà persone che, come prima atto, hanno compiuto delitti anche di sangue e mortificato chi ha subito torto. Il garantismo è ben più del giustizialismo un’idea elevata di giustizia e doveva essere la bandiera di uomini di alta levatura. Il giustizialista è per definizione un legno stortissimo, perché assetato di “sangue”. Il giustizialista tipo palasharp e di tanti cloni televisivi ha il volto della volgarità perché tende a vedere solo nell’avversario il male, quando lui è corrotto nell’animo che crede purissimo. Il diavolo talvolta ha sembianze bellissime come ci ricordano testi che nessuno legge più. La mescolanza inestricabile di garantisti per convenienza e garantisti veri, pur imperfetti perché anch’essi storti, sono causa della cocente sconfitta che aumenterà il degrado sociale.

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