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Pifferi e pifferai

18 Gennaio 2013 alle 16:00

Se la mettiamo in questi termini, e la cosa mi piace, l’appellare come pifferaio Berlusconi ci sta. Solo che per par condicio sarebbe opportuno smascherare anche altri pifferai e affini. Casini e Fini ad esempio, mi ricordano il duo Barnelli, musicisti di strada in una trasmissione lontana nel tempo condotta da Renzo Arbore. Non suonano il piffero, infatti, non incantano nessuno, s’accontentano di essere comprimari di un partito sedicente riformista che pensa solo alle tasse. Un tema caro anche ad un'altra formazione che credo si collochi a sinistra, ma non sono sicuro. Che dire poi di Fassina e Vendola che dirigono l’orchestra “Sol dell’avvenire” che ha come cavallo di battaglia la mai riposta “bandiera rossa la trionferà”. Il buon Maroni canta “o mia bella madunina” mentre Grillo intona la Marsigliese. Ingroia e soci cantano e suonano “el pueblo unido jamàs serà vencido”. Insomma l’orchestra italiana è ben fornita di strumentisti esperti. Chi predilige il piffero chi no, ma tutto sommato sono come il prosciutto immangiabile. Dalle mie parti si dice: “l’è un parsutt andè mel, l’è sonnè”. E’ un prosciutto andato, è suonato”. Fortunatamente qua e là un paio di formazioni offrono buona musica e un prodotto mangiabile. Non tutto è perduto (forse).

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