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Dov'è finita la sinistra hollandiana?

18 Gennaio 2013 alle 20:00

Macché, ma quale sinistra hollandiana? La solita manfrina casareccia e provinciale di chi cerca un modello di riferimento che possa dargli uno spessore oltre l’isterica contesa nostrana. Non avendone uno credibile in casa, lo cerca sempre nel Papa straniero. Lo fecero con Mitterand, con Blair, con Clinton, con Lula, con Zapatero, con Hollande, credono di farlo con Obama. L’Eurocomunismo:un flop planetario. L’Ulivo mondiale: una risata mondiale. La lista si potrebbe allungare, ma lasciamo perdere. Intanto Hollande bombarda. E chiede aiuto all’Italia. Nessun partito di sinistra nel mondo, né tantomeno in Europa, s'è mai sognato di rifarsi ad un modello di sinistra italiana. Nel Partito Socialista Francese, in quello spagnolo e tedesco e nei laburisti inglesi, non parliamo del liberal americani, non ci sono mai stati, e non ci sono: togliattiani, belingueriani, occhettiani, veltoniani, e … bersaniani. Appunto, loro fanno da sé. Povera sinistra italiana: sempre ossessionata di non avere nemici a sinistra. Prima li alleva, per fini tattici, elettorali, poi li vorrebbe ai suoi ordini. Ridicolo. Oggettivamente, vale anche per la controparte: Aznar, Bush, Sarkozy, Putin. Noi, sempre a rimorchio. Il massimo culturale della politica attuale è di ricostruire il vecchio asse Pci – Dc. Arsenico e vecchi merletti.

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