cerca

Non vado a votare?

17 Gennaio 2013 alle 09:00

Dalle dichiarazioni di chi dice che non voterà appare spesso che, oltre ad una obiettiva mancanza di preferenze, si intenda in tal modo punire la "casta" dei partiti. Io credo che in questo modo, al contrario, si faccia loro un bel piacere. Tenendo conto del fatto che ogni partito ha uno "zoccolo duro" di votanti sicuri (parlamentari, tesserati, clientes, portaborse, ...), cerco di spiegarmi con un esempio in cui i votanti sono 100. Il partito A ha 15 votanti sicuri, il partito B ne ha 10 e quello C 8; gli altri 67 voti sono dispersi tra gli altri partiti minori e tra quelli che non votano o sono indecisi. Se tutta la popolazione (100) votasse, il peso dei voti sicuri sarebbe, ovviamente, 15% per A, 10% per B e 8% per C. Se invece vota solo il 60% (e tra questi ovviamente ci sono i votanti sicuri dei partiti A, B e C) il peso dei voti sicuri diventa rispettivamente 25% per A, 16,6% per B e 13,3% per C. In questo modo i partiti A, B e C, rappresentativi del 33% della popolazione, ottengono la maggioranza del 54,9%. Ergo: ognuno faccia quello che vuole, ma chi non vota per protesta sappia che così sta facendo il gioco di quelli che vorrebbe punire.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi