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L'economia reale e la crisi

16 Gennaio 2013 alle 11:00

Siamo in campagna elettorale e pertanto vige la regola di propagandare le idee da destra, dal centro e dalla sinistra per supertare la situazione di crisi che interessa l'Italia. Naturalmente ognuno porta acqua al propio mulino, pur con tutte le contraddizioni degli operati fatti sono a qualche settimana fa. Quello che comunque non può passere inosservato che la crisi italica non è questione di spread più o meno alto ma di difficoltà per l'economia reale con grandi, piccole e medie aziende che trovano difficoltà ad operare nel mercato, con le conseguenze negative sul fronte dell'occupazione e sugli aspetti legati agli ammortizzatori sociali che, guarda caso, non riguardano le piccole aziende, meno di 15 dipendenti, che spesso vengono indicate come la spina dorsale dell'economia reale. Negli 80 le ricette per il rilancio dell'economia arrivavano dai premi Nobel dell'economia, cito Samuelson da una parte e Friedman dall'altra. Adesso gli economisti sono in disgrazia ma forse sarebbe ora che si arrivasse alla convocazione degli Stati Generali dell'economia, per proporre le ricette necessarie veramente per superare la situazione di crisi. Adesso invece si parla di riforme strutturali, salvo non farle e quando vengono fatte, vedi riforma del lavoro in Italia, le cose peggiorano invece di migliorare. Forse i nostri politici vecchi e nuovi dovrebbero meditare, prima di annunciare soluzioni che poi non trovano attuazione e , putroppo, non risolvono i problemi.

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