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Da zero a niente

15 Gennaio 2013 alle 15:00

E’ inaccettabile che, nel marasma in cui versa il paese, i media persistano nel concedere spazio a deliranti personaggi quali Sergio D’Elia, Basile e simili. Il diritto di libertà di stampa sarà pure fondamentale in uno stato di diritto ma ad elementi di tale statura morale non può essere consentito di moraleggiare su temi che tuttora travagliano la coscienza della nazione. Nel clima di contestazione, tuttora vivo e vegeto, il rischio di contaminazione morale è sempre in agguato per i deboli di spirito visto che, senza alcuna vergogna, risultano ancora in cattedra cattivi maestri e firmatari di spregevoli appelli contro il Presidente Leone e Calabresi ma a favore di un Battisti! Marcello Basile ex brigatista pentito ed attualmente professore associato in una nota università addirittura minaccia di adire all’autorità giudiziaria per ottenere la cancellazione, dalle sue biografie pubbliche, della militanza nelle brigate rosse. “L’invocazione e l’esercizio del diritto all’oblio” viene rivendicata per tutelare “il proprio onore e la propria ricostruita reputazione”. A Domenico Gallucci, gambizzato dalle br nel 1980, non penso che la magistratura potrà mai “cancellare” per sentenza le dolorose ferite subite. Gallinari è morto. Pace all’anima sua, ma è stato solo uno dei tanti vigliacchi assassini che il terrorismo ha prodotto. Vigliacchi perché operavano in branco contro vittime inermi. Noi eravamo in fabbrica a tenere duro, loro fuori a discettare e sperimentare modelli socio-politici sulla pelle degli operai dirigenti,magistrati,professori, giornalisti, politici… Ritengo che la stampa ed i media debbano, al contrario, infliggere l’unica pena da essi effettivamente paventata: il silenzio dell’indifferenza. La loro tumulazione virtuale.

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