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Monti e le tasse non negoziabili

11 Gennaio 2013 alle 18:30

Egregio Direttore, Le scrivo in merito agli interessanti articoli da Lei pubblicati il 9 gennaio scorso sulle (parrebbe!) ignote posizioni di Mario Monti relative ai 'principi non negoziabili' e mi permetto di proporre una riflessione. Il Senatore Monti non ha bisogno di esplicitare la sua posizione personale poichè le aggravate misure fiscali intraprese negli scorsi mesi sono già fin troppo eloquenti: esse erodono fattivamente il presupposto indispensabile per l'esercizio e la concreta attuazione di tali principi. Come ha insegnato il Concilio Vaticano II, in conformità con il tradizionale magistero sociale della Chiesa Cattolica, "la proprietà privata e la altre forme di possesso privato sui beni devono essere considerati come un prolungamento necessario della libertà umana - ed - esse costituiscono una delle condizioni delle libertà civili" (Gaudium et spes, n. 71); alla luce di ciò l'eccessiva e vessatoria tassazione attuata e, pro futuro paventata, configura un vero e proprio strumento di graduale distruzione della proprietà privata. E senza proprietà privata niente libertà, nè famiglia, nè figli, nè libertà di educazione. Non abbiamo bisogno di alcun virtuale cinguettio esplicativo del Senatore, ci basta quanto abbiamo sperimentato finora nel reale.

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