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Berlusconi e la meritocrazia politica

10 Gennaio 2013 alle 14:30

Ieri sera ho sentito Berlusconi da Vespa. Il Cavaliere ha sostenuto che non ha potuto realizzare il suo programma per colpa degli alleati. Berlusconi ha chiesto agli elettori almeno il 40% che, con l’attuale legge elettorale, si trasformerebbe nel 55% in Parlamento, cosa che gli permetterebbe di portare a termine le riforme e i programmi per la crescita e lo sviluppo del Paese. Bravo Berlusconi, hai sostenuto esattamente quello che da anni sostengo io però devi rispondere alla mia domanda: perché in tutto il tempo che sei stato al governo non sei riuscito a modificare la legge elettorale con un sistema a doppio turno, sistema che ti darebbe la maggioranza assoluta per scelta degli elettori e non per premi derivanti dall’attuale sistema di calcolo dei voti? Poi mi chiedo: perché opinionisti, politologi, intervistatori e commentatori, salvo rare eccezioni, non insistono drasticamente su un sistema elettorale a doppio turno e seguono invece il politicantesimo italiano? Perché continuano ad accettare e a disquisire sulle scuse che tutti coloro che hanno avuto il potere continuano a portare a giustificazione delle loro inadempienze? Perché continuano ad argomentare su inciuci e alleanze invece di pretendere che dalle urne esca un leader in grado di governare in base alle proprie capacità e di assumersi le sue responsabilità al 100% in modo che gli elettori possano decidere di votarlo ancora oppure di cambiare in modo democratico la loro preferenza? Possibile che tutti parlino di meritocrazia purché non si riferisca a chi ci governa? E queste domande vorrei rivolgerle anche agli amici di HPC.

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