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Le liberalizzazioni da fare

9 Gennaio 2013 alle 14:30

La campagna elettorale è iniziata, anche se, per il vero, mancano le ricette per risollevare l'Italia. Si discetta su Imu e dintorni ma i reali problemi, tipo rilancio dell'economia reale con le conseguenze occupazionali, riduzione del debito pubblico, etc, sembrano non attirare l'attenzione dei leder politici, vecchi e nuovi. Tra le cose che colpiscono, visto che non passa giorno senza che in Italia ci siano proclami di liberalismo, la dimenticanza o quasi delle liberalizzazioni riferite a tutti i settori con, in primis, quello delle professioni. Ci sono stati, per il vero, due accenni, uno di Monti, riferito ai farmacisti, e uno di Berlusconi, riferito alla privatizzazione dei centri dell'impiego. Fatto è che, quando si parla di liberalizzazioni, significa abolizione di tutti gli ordini, con l'eliminazione delle corporazioni, che si perpetuano oramai dal periodo medievale. Si farà veramente qualcosa o assisteremo alle "lenzuolate" di Bersani memoria e alle mancate decisioni del governo tecnico, fermo ai tassisti e ai farmacisti e difensore delle professioni forensi, su pressione della lobby parlamentare degli avvocati? Si attendono propositi in questa direzione.

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