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Non cambiano mai

8 Gennaio 2013 alle 13:45

Non ho molta simpatia per Monti, ma è evidente che il suo governo va giudicato con il criterio che si userebbe per valutare il "Pronto soccorso" di un ospedale. Monti ha fatto comodo a coloro che ora lo azzannano da ogni parte, dimentichi dei motivi che hanno portato al cosiddetto governo dei tecnici. La cosa ridicola è che lo attaccano per aver aumentato le tasse, quando loro stessi hanno appoggiato l'operazione, consapevoli del fatto che era un passaggio necessario. Ciò su cui non lo attaccano è invece la scarsa sua propensione a tagliare i costi della politica, la spesa pubblica clientelare e quella parte dell'apparato statale che danneggia in mille modi l'impresa e l'economia in generale. Il motivo è evidente: è meglio lasciare la cosa nell'ombra, non prendere impegni precisi, che poi bisognerebbe rispettare, al massimo si può fare un po' di retorica demagogica e generica. Anche i politici più arroganti ed i più storditi, infatti, hanno capito che l'attenzione dell'elettorato su questo argomento non scemerà tanto rapidamente. Per parte mia, valuterò le posizioni di ogni partito particolarmente su questo punto, soprattutto valuterò ciò che proporrà in concreto, con impegni espliciti e chiari su come intende modificare la quantità e la qualità della spesa pubblica. Mi pare un discreto criterio di valutazione per distinguere i meno dannosi in quella compagnia "malvagia e scempia" che è oggi, in larga parte, la nostra classe politica. Non è molto, ma bisogna accontentarsi, vista la qualità media degli aspiranti al sacro palazzo.

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