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I dati d'ascolto tv e le statistiche

3 Gennaio 2013 alle 11:45

E' singolare quello che avviene in Italia sui dati d'ascolto della tv. Prima si scrive e si evidenzia che i dati Auditel debbano essere presi con grande cautela, poi arriva la solita "velina" di dati di ascolto record e tutti a scrivere sull'italica stirpe tutta intenta a guardare la televisione. Adesso poi l'ascolto della tv è legato alla povertà, altra considerazione ancora più singolare. Per quanto mi riguarda la tv, soprattutto nel campo dell'informazione, la considero disinformata. Se non ci fossero i giornali i cosiddetti telegiornali avrebbero difficoltà a dare tante notizie. Certo è che i dati Auditel bisognerebbe prenderli davvero con le molle perchè non rispecchiano alcuna certezza eganno gli interessi dei proprietari delle tv e delle agenzie di pubblicità. Quanto alle statistiche che ci vengono propinate, vale sempre quel del pollo di Trilussa. Non solo: spesso si fa riferimento a date del passato e così assistiamo a quelle delle vendite auto che fanno riferimento al 79 ma non mi risulta che a quella data ci fosse una situazione di crisi in Italia. Ci si lamenta che le vendite auto sono diminuite ma se siamo in crisi è una logica conseguenza. Prima apprendiamo che i lavoratori non superano la terza settimana, le pensioni, oltre un certo importo sono bloccate, le retriuzioni degli statali idem e poi pretendiamo che vengano acquistate più auto. Evidentemente, prima di fare considerazioni sull'andamento delle vendite, bisognerebbe tenere conto dei fattori che alimentano la regola della domanda e dell'offerta. Pertanto se Mentana annuncia che i grandi ascolti delle trasmissioni di fine anno siano da collegarsi alla crisi non è detto che sia "oro colato". E' una sua opinione che potrebbe essere contestata in ogni momento, perchè i segnali della persistenza della crisi sono ben altri.

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