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Distruzione creatrice.

3 Gennaio 2013 alle 20:00

“Va bene Krugman ma un po’ di distruzione shumpeteriana non guasta”. Come non essere d’accordo? Il fatto è, però, che la “distruzione creatrice” di nuove imprese nei cicli recessivi presuppone un mercato libero, quale non è quello italiano: “Siamo un paese con molti debiti, che ha una pericolosa tendenza a farsi mantenere, che scarica sui ragazzi e le donne le mancate modernizzazioni e che ha perso valore e competitività”. Verissimo. Ma i debiti sono quello dello Stato (cumulato a quello delle famiglie stiamo meglio di Francia e Gran Bretagna e vicini alla Germania!); ed è stata la demagogia dei “diritti” ad aggravare il trend di de-natalizzazione e l’iper tutela degli occupati, sacrificando l’energia vitale di giovani e donne: neppure il più ottimistico Schumpeter potrebbe intravedere l’avvio di una sana dinamica selettiva in un tale contesto. Le politiche dei ragionieri della Bocconi stanno semplicemente sterminando proprio chi, nel passato, ha creato il brand “Italia” lavorando con una produttività enorme ed una favolosa spinta all’innovazione, altro che storie! Le aziende che spariscono sono oggi quelle private, resta in piedi, con le sole tasse, tutto il resto. Alla faccia di Schumpeter.

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