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Monti: fingere o prenderlo sul serio?

27 Dicembre 2012 alle 18:30

Per cui non mi stupisco di chi si stupisce, si agita e s’indigna. Di là e di qua, di sotto e di sopra. L’operazione corrente è tortuosa, viscida, palazzinara, ma coerente col nostro modo di fare politica: sembra proprio che in fondo, a tutti piaccia così. Per certi versi è pure obbligata, almeno finché l’area di sinistra, tutto compreso, sarà minoritaria nel paese. Ma c’entra Monti? Eccome se c’entra. Senza dirlo gli hanno affidato il provvidenziale, virtuoso compito della vasellina. Anche in funzione del ticket B – R. Passo necessario per chiudere il cerchio. Sarà intrigante vedere come e quando. Che poi ci siano un B preoccupato e un B furioso, un C euforico e un F senza futuro, e una muta di cani affamati intorno all’osso, rientra nel quadro. Quello dipinto da una Costituzione e ordinamenti collegati, che renderanno, almeno nell'immediato, vana, ai fini delle riforme strutturali, qualsivoglia alchimia di coalizione. Quando si dovranno affrontare, per scioglierli, i nodi che bloccano da quarantanni la creazione, la crescita e la distribuzione del PIL, la potenza condizionatrice del nostro Parlamentarismo, collegata ai poteri d’interdizione esterni che vi fanno capo, avrà la meglio. E la Democrazia, rimarrà sempre insipida.

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