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Economia viziata

19 Dicembre 2012 alle 20:00

E quando poi l’ultimo ricco criminale è stato spogliato dell’ultimo euro, dell’ultima casa e dell’ultimo Suv, bisognerà pure che un qualche onesto povero si inizi a porre il problema di produrre qualcosa, se non per gli altri (che povero sarebbe?) almeno per sè e per i suoi. Sarà banale, ma non era poi difficile immaginare di giungere al punto in cui qualcuno si stufi/non possa più produrre senza godere e qualcun altro non voglia/non possa più smettere, invece, di godere senza produrre. Non è un concetto difficile: è il punto (critico) d’incontro della massima dis-incentivazione a darsi da fare con la massima incentivazione a pretendere dal “ricco” la distribuzione perpetua e permanente dei suoi averi. Un moralista d’altri tempi la definirebbe “legge della discesa” (del vizio). Se piace di più a lorsignori Professori, Ragionieri ed Amministratori pubblici, la si può anche definire "de-crescita". E prendersela con il ricco Depardieu.

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