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La Costituzione di un Popolo

18 Dicembre 2012 alle 14:00

Una Costituzione oggi non dovrebbe essere uno Statuto o una Magna Charta promulgata dal Potere ma il Compendio degli ideali, dei valori e delle convinzioni di un Popolo. Purtroppo la nostra Costituzione è stata il risultato di un'epoca tragica per il nostro Paese e ne conserva tuttora molti tracciati. I Padri Costituenti cercarono un punto di incontro tra la preziosa eredità culturale di un Paese rifatto dal niente e la penuria di un Popolo disfatto da un regime dittatoriale e da una guerra atroce. Purtroppo il testo fondamentale della rinata democrazia, frutto di accordi e compromessi tra contrapposte componenti politiche, non fu concordato con il 'Popolo sovrano' e se ne ebbe una chiara anticipazione con le manomissioni del Plebiscito del 1946. A 64 anni anni di distanza, anzichè esaltarne una bellezza esclusiva che non corrisponde ad una sua applicazione coerente, bisognerebbe pensare a una innovazione epocale del nostro dettato costituzionale. Il clima e gli assetti ideologici del dopoguerra sono da tropo tempo superati e sarebbe ormai opportuno coinvolgere le nuove generazioni nella scelta di valori, ideali e leggi a tutto oggi disattesi: il Lavoro, la Giustizia, la Cultura, il Benessere, la Solidarietà. In una epoca quando si dibatte il consolidamento dell'unificazioneeuropea non si può continuare a brandire progetti e proclami che non trovano più rispondenza nel vissuto reale dei 27 paesi associati sulle piattaforme di una regolamentazione comunitaria. Ocorre finalmente concordare dei canoni di civiltà che ci possono accomunare in quella Europa Unita idealizzata da tanti secoli grazie al nostro comune patrimonio culturale. Non ci basta più avere la più bella Costituzione - ci occorre una Costituzione condivisa e applicata.

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