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I giovani e il futuro

18 Dicembre 2012 alle 10:00

Il premier Monti con il messaggio via radio ai giovani traccia un bilancio positivo dell'operare del suo governo per i giovani. In realtà non è così perchè non mi pare, anche se a noi lettori non sempre vengono offerte le paginate,che le iniziative governative abbiano sinora avuto effetti postivi. Basta guardare alla riforma del lavoro che non ha avuto conseguenze per l'occupazione giovanile vanificando anche la questione dell'apprendistato , previsto dalla legge Biagi, che per anni è stato disatteso, in attesa dell'accordo tra le parti con la regia a livello provinciale, un livello questo che non ha avuto e non ha senso, vista l'inutilità delle province. Non parliamo poi delle liberalizzazioni: una vera e proria presa in giro con gli ordini professionali più forti di prima, vedi le vicende della professione forense con l'apprendistato non retribuito, in modo obbligatorio. I politici italiani si riempiono la bocca di liberalismo, salvo poi non applicarlo, come hanno fatto Monti e i suoi tecnici. Non parliamo poi della riforma pensionistica, con sempre più pensioni da fame per le nuove generazioni che vedranno appunto un orizzonte davvero oscuro. Se si vuole favorire i giovani, oltre alla tanto decantata meritocrazia, bisogna dare certezze per il lavoro e la possiblità di formare una famiglia, altro istituto tanto decantato ma poi penalizzato per i tanti ostacoli che esistono. Diciamo la verità. per descrivere il mondo giovanile di oggi ci vorrebbe un nuovo Balzac con "Le llusioni perdute 2".

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