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Hans Kung e la Fede

18 Dicembre 2012 alle 12:00

Provate a rileggere talune asserzioni di Kung sul Foglio rosa. Basta soffermarsi su una per tutte. “La fede non è razionale né tantomeno razionalista. Si può credere perché la religione tocca la sfera emozionale…”. Io contrapporrei ciò che riteneva Eckhart (da Montefoschi sul Corriere): “che l’unico cammino possibile dell’uomo verso la verità che è Dio fosse il cammino della ragione. La ragione: l’intelletto è l’universale che è nell’uomo, il Logos generato da Dio che è nel mondo e all’interno di ogni uomo”. Superfluo evidenziare le possibili derive soggettiviste o relativiste insite nella prima delle due posizioni. E non si tratta di accademismi. Tutto questo credo che abbia riflessi sulla evangelizzazione, su quella che un tempo si chiamava la dottrina, in ultima analisi sullo stato di salute della fede nella chiesa (chierici e popolo). Solo che, a differenza di una volta, la chiesa (gerarchia) lascia correre, non prende posizioni aperte, né tantomeno condanna. Generando così confusioni e incertezze.

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