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Lo spirito del '94

12 Dicembre 2012 alle 17:15

Difficile non essere scettici rispetto alla possibilità, di cui qualcuno a destra comincia a parlare, di recuperare “lo spirito del 94” e non sentire la voglia di ironizzare sulla cosa (meravigliosa l’ Andrea’s Version di qualche giorno fa sul tema…). Per come l’ho vissuta io, da semplice elettore, questo spirito era fatto certamente di una grande speranza di cambiamento, in senso moderno e liberale, della società Italiana, ma anche della consapevolezza che per farlo si doveva avere il coraggio di scelte per niente popolari e demagogiche. Mi è piaciuto sentire , ieri sera a Ballarò, il direttore Belpietro ricordare una cosa: nel ’94 il primo governo del “populista” Berlusconi tentò di fare una riforma delle pensioni. Come andarono le cose si sa, con la sinistra tutta che scatenò le piazze contro la “macelleria sociale” e la Lega che poi si sfilò dal governo… Spero che nei dibattiti elettorali questo fatto venga ricordato altre volte, ora che il paese ha dovuto subire le conseguenze dolorosissime della riforma Fornero, proprio a causa dei ritardi biblici nell’affrontare il problema. Non è un modo di confondere le idee e sfuggire al confronto sui grave errori fatti in seguito dal centro destra, questo recupero del ricordo di cosa avvenne quasi 20 anni fa, quando il Cav. discese in campo. Dà invece un’idea precisa, visto in retrospettiva, di chi allora, tra il Berlusconi “venditore di pentole” e la sinistra, cercò davvero di non fare demagogia e di preoccuparsi del futuro del paese. Ma è anche un pro-memoria per la destra, una sollecitazione ad avere di nuovo quel coraggio di dire e annunciare cose impopolari, E questo significa anche salvare molto, pur se non tutto, di quello che ha fatto in questo anno il governo Monti.

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