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Tornerò a votare se si impugnerà il fiscal compact

11 Dicembre 2012 alle 15:45

Uno dei primi atti che in campagna elettorale dovrà essere chiaramente esposto come imprenscindibile per il superamento del grande equivoco finanziario europeo, dovrà essere l'impugnazione dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea del Trattato cd. del Fiscal compact, quello, per intenderci che determina l'azzeramento forzoso dei deficit di bilancio, in contrasto con i trattati istitutivi dell'Unione Europea. E nello stesso tempo l'Italia non dovrà approvare alcuna modifica dell'art. 81 della Costituzione sul pareggio "forzoso" di bilancio, se vuole rispettare il trattato di Lisbona. Solo in tal modo sarà possibile avviare il secondo Risorgimento non più solo italiano, bensì europeo, nei confronti del post Impero germanico che si profila all'orizzonte, ben più catastrofico di ogni profezia Maya e portatore di totalitarismo ben più stringente e liberticida del II e III Reich. Solo in tal modo si potranno riportare le economie europee, tedesca compresa, ai livelli di trent'anni fa, quando la crescita era garantita non tanto e non solo dai mercati finanziari, che pure esistevano, ma sopratutto dalla valenza delle imprese che riuscivano a determinare benessere e ricchezza crescenti. Il primo atto, quindi, che dovrà fare un credibile governo italiano agli occhi del mondo, è denunciare in sede giurisdizionale l'illegalità del fiscal compact, chiederne l'inefficacia e sancire, così, la possibilità di crescita nell'ambito dui una vera e sana economia capitalista e di mercato. L'unica possibile in occidente. Solo chi dirà questo con chiarezza, potrà indurmi a tornare al voto.

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