cerca

La lettera "G" è anche una mia fissazione

10 Dicembre 2012 alle 14:00

Sono in disaccordo con Ferrara sull'analisi delle parlamentarie e del fenomeno Grillo. Beh, qualche volta capita. Ma gli "perdono" i suoi errori strategici e l'insofferenza verso sistemi astrusi, errori che nascono - ne sono convinto - dall'affetto sincero che nutre verso il Cavaliere. Io non voterò Berlusconi, lo affermo senza gioia ma anzi con un briciolo di rammarico, io voterò Grillo. Cosciente in pieno che lui non è la medicina per risollevare questo Paese a pezzi, ma che è solo l'innesco di una bomba, anzi la miccia, dell'unica speranza di poter mandare definitivamente in pensione tutta questa classe dirigente politica attuale, dimostratasi incapace, cieca, sorda e presuntuosa. Il fine ultimo del mio voto a Grillo è sperare di far emergere i "migliori" all'interno degli schieramenti "normali", bella gente che c'è e neanche poca, ma che è soffocata da coloro che non vogliono il benchè minimo ricambio. In un paese dove il benessere è diffuso, si può tollerare sia il bunga-bunga che gli apparati stalinisti, sia lo spreco e le ruberie che la disgregazione ulteriore di una classe sociale nata povera e che povera morirà e che si sente lontana. Ma se si affama la classe media e la si vuole gettare nell'angoscia senza fare (come partiti) un minimo di autocritica contro gli sperperi e la difesa delle caste, allora Grillo prenderà il voto di tanti. Ho sentito amici di vari schieramenti politici, anche di sinistra (il mio è ovviamente un piccolissimo spaccato di relazioni) che al solo sentire del ritorno di Berlusconi, hanno avuto un moto di disgusto, ma paradossalmente non solo verso di lui, ma anche verso i partiti: per questo ritorno indietro di 20 anni di una competizione ingessata (Bersani-Cavaliere) e finta che ormai odora di gorgonzola andato a male.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi