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Se l'Italia...

30 Novembre 2012 alle 09:00

Ma se l’Italia fosse un paese normale siamo sicuri che sarebbe un bene per tutti? Ragionando per assurdo, come nei teoremi di matematica, se i servizi pubblici funzionassero si determinerebbe un esubero di personale della pubblica amministrazione e si ritroverebbero senza lavoro consulenti ed imprese che gravitano nell’orbita pubblica per appalti e consulenze esterne. Se la giustizia funzionasse regolarmente, non ci sarebbe bisogno di quel numero spropositato di avvocati che oggi bazzica nelle aule dei tribunali. Con un ordinamento giuridico e tributario chiaro e semplice e alla portata di tutti anche il ricorso alla figura del notaio perderebbe di rilevanza, non vi sarebbe la necessità di ricorrere alla organizzazioni sindacali per la tutela dei diritti dei lavoratori, così come si ridurrebbe di molto la folta schiera di commercialisti cui si è obbligati a ricorrere a causa della legislazione fiscale odierna la cui interpretazione è a volte più complessa della stele di Rosetta. Oggi moltissime tra associazioni, imprese e organizzazioni varie sussistono a causa di carenze da parte dello Stato: pensiamo ai corrieri privati e alle industrie motoristiche che suppliscono alle inefficienze dei servizi postali e del trasporto pubblico,scuole e cliniche private, che in un idilliaco paese non avrebbero motivo di permanere. Da questa breve analisi, è evidente come oggi molti redditi derivano dalle inefficienze dello Stato: se tutti i difetti evidenziati sparissero, si assisterebbe al tracollo dell’economia italiana.

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