cerca

Dilettanti allo sbaraglio

29 Novembre 2012 alle 16:00

Alcuni dicono che la politica è una scienza, altri che è un'arte, altri ancora che è una professione, solo adesso -nell'epoca cosmomediatica- la politica è divenuta una ludomania, una prassi dell'uomo moderno divenuto bambino, che tratta la politica come un videogioco. Così è apparso Bersani nel confronto con Renzi, che più abile a smanettare con la prestidigitazione verbale, ha messo sotto scacco l'anziano leader, come il nipotino fa col nonno davanti alla consolle del videogioco di TV1 andato in onda ieri sera; La retorica non è solo l'arte di complessificare il semplice, ma anche quella di semplificare il complesso e ieri si trovavano davanti non due calvizie o due esperienze consumate, che si affrontavano con il tacito accordi di venire a un compromesso,ma di fronte a una sfida verbale davanti al pubblico per la vita o la morte di uno dei due. Bersani conosce quante lacrime e sangue costi la politica e si trovava a disagio a trattare un nipotino come un nemico; a furia di essere blanditi alcuni dilettanti della politica finiscono per credersi davvero Napoleone. Il consenso mediatico è lo specchio che riflette il volto rovesciato di chi prova a consultarlo; i fascismi nacquero sulla base delle ovazioni che le turbe prestarono a capi, come loro infantili e smaniosi dei cerimoniali ludici del potere. Si sa come la cosa è finita; davanti ai grandi del mondo manderemo Renzi, che sa ancora di latte, e non conosce l'A B C della politica, fiorentino ma senza parentela con Machiavelli. Abbiamo detto che B. provocava il riso nelle cancellerie europee, si può scommettere che Renzi provocherà lo scompisciamento di Ballentino, quando non la tragedia per la nazione. Siamo in tempi in cui la politica è divenuta così irrilevante, che si può gestire a turno, come il mazziere nel gioco delle carte, tanto a fare i punti provvederà Bruxelles.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi