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Vince il caos. O il caso. Come volete.

27 Novembre 2012 alle 13:00

Regna il caos. Il casino totale. E le facce da Prima Repubblica che ho visto durante la seratona televisiva sulle primarie più democratiche del mondo, sono la testimonianza più lampante che non c'è fondo, che il fango siamo anche noi che ascoltiamo e crediamo a questi zombies travestiti. L'assurdo è alle porte e noi consapevolmente gli apriamo, lo facciamo entrare, è così che vivono la politica gli italiani, al punto che la dittatura mediatica, sociale e forse anche politica potrebbe essere la cura del nostro malanno cronico, il trasformismo. Mentre mi chiedo quale speranza abbiano gli elettori conservatori votando Renzi, in fila per ore, versando i due Euro perché i conti tornino, mentre decine di milioni si spendono per le campagne elettorali qui da noi perenni. Decine di milioni? Centinaia, essendo appunto perenni! Avete letto Langone di oggi? A Parma spazzatura ovunque causa teste ideologizzate all'estremo. O meglio riprogrammate nella loro memoria a tutti i costi elettronica (la rete, la rete!) che li costringe a un'omologazione stupida e volgare. Avanti così, con la cura che ammazza il malato. Avanti con la menzogna del trasformismo dei benpensanti, dei messia salvifici e di quel caos che alcuni creano per stare a galla a tutti i costi. Da Napoli a Parma la spazzatura invade poli opposti della politica del non far nulla e dello strafare, per modo di dire. Ma su Parma è talmente grossa che quasi quasi vado a vedere. Sto in Padania, quella valle del tutto e del nulla che i leghisti dovevano espropriare all'Italia repubblicana per le vie legali. Ma non c'era il permesso dei notai di Roma. A proposito, l'avete vista Verona?

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