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Caso Sallusti: oltre il danno la beffa

24 Novembre 2012 alle 09:00

Paragonerei lo sciopero indetto dalla Federazione Nazionale della stampa per il prossimo lunedi in seguito al caso Sallusti e al ddl sulla legge sulla diffamazione alla reazione immediata avuta e dimostrata dai politici di tutte le parti non appena l'arresto e la condanna a 14 mesi di carcere inflitta ad Alessandro Sallusti, Direttore de Il Giornale, è stata resa ufficiale. Tutto fumo e niente arrosto. Soltanto una "farsa", come la definisce Il Giornale stesso. Una sorta di paravento per mostrare un finto interessamento non verso una persona, ma nei confronti di un Direttore di quotidiano autorevole del centro destra e assolutamente schierato non tanto in favore di un Berlusconi incasinato mentalmente quanto della vera libertà di stampa e di opinione, opinione non tanto di destra o di centro destra quanto il più possibile alla ricerca di obbiettività e pulizia. Pulizia intesa come desiderio di rivincita e di orgoglio da parte del pensiero liberale di centro destra di non fare più prevalere come Vangelo o Bibbia il verbo della sinistra che continua a detenere un forte potere in tutti gli ambiti. Se i giornalisti, tutti, avessero voluto schierarsi in difesa del collega Sallusti, avrebbero avuto la bellezza di due mesi di tempo per farlo. Scioperare proprio nel giorno in cui è previsto il voto finale del provvedimento costituisce un'inutilità. Oltre il danno la beffa.

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