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Povertà, bilancio statale e assunzione di responsabilità

23 Novembre 2012 alle 14:34

Abbiamo letto il bell'articolo di Alberto Brambilla chiaro e condivisibile sulla povertà. Se ne desume - al di là della vexata quaestio sull'uso soggettivo dei dati statistici - che non solo è difficile quantificare povertà reale ed evasione, ma è altrettanto complesso, di conseguenza, valutare il reale stato patrimoniale dello Stato italiano. Azzardo: quanti crediti vanta lo stato in attivo di bilancio fra le entrate fiscali generate da sanzioni amministrative locali, che non saranno mai pagate dai cittadini debitori? Se il bilancio dello Stato è la fotografia di una situazione economica delle famiglie italiane tutta da scoprire, allora Merkel può avere tutte le ragioni del mondo a pretendere rigore. Come pure può essere sacrosanto insegnare agli italiani il controllo di gestione dei bilanci familiari, attraverso il redditest. Ma allora si dica onestamente, a latere di tutti questi ragionamenti, che l'uscita dalla crisi dipende fondamentalmente dalla presa di coscienza da parte di tutti i cittadini del fatto che il mondo è cambiato per sempre e che l'unica soluzione è l'assunzione della responsabilità individuale. In Italia sappiamo tutti che è impossibile imporla, né per decreto, tantomeno per cultura. Sarà meglio riformare il fisco, allora.

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